Non solo per respirare!

Tutti sappiamo che l’ossigeno biatomico (O₂) è fondamentale per gli organismi aerobi, il cui metabolismo dipende da esso. Nell’atmosfera, l’ossigeno rappresenta il 21% di tutti i gas presenti. Tuttavia, alcuni miliardi di anni fa, l’ossigeno non era nemmeno presente nell’aria.

Grazie ai primi organismi fotosintetici, i cianobatteri, l’ossigeno ha iniziato ad accumularsi nell’atmosfera, permettendo ad alcuni organismi di utilizzarlo per ottenere l’energia necessaria al loro metabolismo. La respirazione, però, non è l’unica reazione in cui è coinvolto l’ossigeno molecolare!

Un esempio? La fotosintesi, che è la reazione inversa della respirazione. Le piante assorbono anidride carbonica (CO₂) e acqua (H₂O) e, con l’energia solare, producono glucosio (C₆H₁₂O₆) e rilasciano ossigeno molecolare nell’atmosfera. L’ossigeno è uno “scarto” di questo processo; ciò che le piante e altri organismi come alghe e cianobatteri utilizzano davvero è il glucosio, che viene usato come fonte di energia.

A 25 km di altezza, nella cosiddetta ozonosfera, l’ossigeno molecolare può essere dissociato dalla luce UV in due atomi di ossigeno, che poi si combinano con altre molecole di O₂ per formare ozono (O₃). L’ozono assorbe gran parte dell’energia proveniente dal sole, inclusa tutta la radiazione UV-C e la maggior parte della radiazione UV-B, proteggendoci dalle scottature.

Se ci avviciniamo alla Terra e ci spostiamo nella troposfera, troviamo l’ozono che, in questo caso, non ha un effetto positivo sulla nostra salute. Qui è un inquinante secondario che si forma attraverso processi fotochimici in presenza di inquinanti primari. L’ozono nella troposfera contribuisce allo smog fotochimico, risultando nocivo sia per la salute che per l’ecosistema.