Non solo unghie!
La cheratina è una proteina fibrosa formata da una lunga catena di amminoacidi che si ripiega e si intreccia con altre catene. La sua struttura la rende resistente e stabile, ma anche flessibile: per questo ha la principale funzione di protezione.
Il corno del rinoceronte
Niente ossa o avorio: il corno del rinoceronte è costituito prevalentemente da cheratina, la stessa proteina dei nostri capelli e unghie! Si stratifica e compatta anno dopo anno, trasformandosi in una struttura particolarmente densa, dura e affilata.
Una proteina resistente
La sua resistenza dipende anche dai ponti disolfuro, ovvero legami chimici tra atomi di zolfo che uniscono le catene di cheratina come una sorta di “gancio” molecolare. Tale legame avviene tra due cisteine, amminoacidi contenenti questo elemento.
Il corno del rinoceronte è uno strumento indispensabile per la sua sopravvivenza: serve a difendersi, a conquistare il territorio e persino a scavare il terreno per raggiungere acqua e nutrienti nascosti! Senza di lui, affrontare la vita nella savana sarebbe molto più difficile.
Le diverse tipologie
Nei mammiferi la cheratina è una proteina a struttura elicoidale chiamata α-cheratina, che nel corno del rinoceronte forma fibre estremamente resistenti. Piume e squame di uccelli e rettili contengono invece proteine strutturali diverse, storicamente chiamate β-cheratine.
La cheratina è praticamente insolubile in acqua e resiste agli acidi deboli. Le catene si organizzano in fibre compatte e impermeabili come barriere quasi indistruttibili… è proprio per questo che il corno resta intatto per anni, anche dopo la morte dell’animale!
Rinoceronti e bracconaggio
Il corno cresce ogni anno dai 5 ai 7 cm e, se si spezza, può crescere nuovamente, proprio come le nostre unghie! Negli adulti arriva a misurare circa 60 cm, ma in casi record ha raggiunto l’incredibile lunghezza di 150-170 cm.
La sopravvivenza della specie è oggi minacciata dal bracconaggio proprio a causa dei corni, presi di mira per il loro enorme valore nel mercato nero legato a false credenze mediche. Per questo, gli sforzi conservazionistici si concentrano nel bloccare i traffici illegali.


