Autore: Erika

  • La molecola del mese: Blu oltremare

    La molecola del mese: Blu oltremare

    Profondo come il mare e prezioso come l’oro! 🌊

    Usato fin dal Medioevo, il blu oltremare si ricavava dal lapislazzuli, una pietra semipreziosa estratta dalle cave del Badakhshan, in Afghanistan. Il suo costo elevatissimo lo rese un pigmento raro e prezioso, spesso riservato a dettagli sacri… ma non solo.

    La sua struttura chimica complessa conferisce al pigmento un’elevata intensità cromatica, una grande stabilità alla luce e alle alte temperature. Insomma, è un colore che dura… come i ricordi delle vacanze al mare!

    Un esempio? Il blu del turbante nel celebre dipinto La ragazza con l’orecchino di perla di Johannes Vermeer!

    Proprio per il suo costo proibitivo, nacque presto l’esigenza di sintetizzarlo. Dopo vari tentativi con pigmenti come il blu di Prussia e il blu cobalto, nel 1828 il chimico Jean-Baptiste Guimet ottenne un oltremare sintetico, stabile ed economico.

    Una scoperta recente dell’Università di Bari suggerisce che la sintesi risalga a cinquant’anni prima: a opera del Principe di Sansevero, Raimondo di Sangro, appassionato di chimica e alchimia!

    🔎Fonte

  • La molecola del mese: Verde smeraldo

    La molecola del mese: Verde smeraldo

     

    Un verde brillante e… mortale ☠️

    Creato per sostituire il verde di Scheele, il pigmento noto come “verde smeraldo” era più brillante ed economico. Sviluppato nel 1808, venne commercializzato dal 1814 dalla ditta Wilhelm Sattler a Schweinfurt.

    Entrambi i pigmenti contenevano arsenico, elemento che li rendeva tossici. Il verde smeraldo fu impiegato non solo in pittura, come nel caso di Passeggiata al crepuscolo di Van Gogh, ma anche in carte da parati e abiti. La produzione cessò nei primi anni del Novecento, anche in seguito alla crescente diffusione di articoli che ne denunciavano la pericolosità.

    Negli anni ’60, il Times pubblicò un articolo che sollevava timori sul rischio di avvelenamento per i bambini le cui stanze erano decorate con carte da parati verdi. Ma non solo, una delle ipotesi avanzate sulla morte di Napoleone riguarda proprio l’esposizione a uno di questi pigmenti contenenti arsenico, rintracciato in minime quantità nei suoi capelli.

  • La molecola del mese: Ossido ferrico

    La molecola del mese: Ossido ferrico

     

    Un rosso minerale!

    Si trova nelle rocce, nel suolo e nei pigmenti.. è l’ossido ferrico (Fe₂O₃), il composto che costituisce il minerale ematite. Il nome deriva dal greco haîma, “sangue”, per il colore rosso che assume la sua polvere.

    In forma pura, l’ematite dà origine all’ocra rossa, utilizzata in dipinti, affreschi e decorazioni. La sua versione più nota è il rosso pompeiano, un pigmento ottenuto direttamente da ematite o da terre ocra gialle trasformate in rosso tramite riscaldamento. Nell’antica Roma era conosciuto con il nome di sinopsis ed era molto apprezzato per la sua durata nel tempo!

    Secondo uno studio del CNR, durante l’eruzione del Vesuvio l’alta temperatura trasformò l’ocra gialla in rosso, modificando la struttura chimica del pigmento. Il rosso che caratterizza oggetti e decorazioni a Pompei sarebbe quindi il risultato di una reazione termica che ha convertito idrossidi di ferro in ossido ferrico.
    Conosci altri pigmenti ottenuti da minerali? Potremmo parlarne in uno dei prossimi post!

  • La molecola del mese: Indaco

    La molecola del mese: Indaco

     

    Il colore dei Jeans!

    Usato fin dall’antichità come colorante per tessuti, l’indaco è una molecola organica dalla struttura simmetrica. Nota anche come indigotina, si ottiene da piante come l’Indigofera tinctoria, ma è oggi celebre nella sua versione sintetica: è infatti il “padre” dei coloranti industriali! (un esempio, il colore dei jeans!)

    Nell’antichità, l’indaco veniva estratto con un processo naturale: le foglie della pianta venivano messe a fermentare in acqua, all’interno di grandi vasche contenenti soluzioni alcaline (in passato si usava urina di cavallo!). Durante la fermentazione, si formava un liquido verdastro che, una volta esposto all’aria, ossidava progressivamente, trasformandosi prima in blu e poi nel caratteristico indaco.

    Ma non finisce qui: l’indaco è anche la componente organica del blu Maya, un pigmento antico e stabile nel tempo. Questo colore nasce dalla combinazione dell’indaco con un’argilla chiamata paligorskite, che lo rende resistente a luce, umidità e agenti chimici. Un pigmento che ha attraversato i secoli: pensa che risulta ancora visibile su templi, ceramiche e tessuti delle civiltà precolombiane!

    Conoscevi il blu Maya? Sai il nome di altri pigmenti blu?

  • La molecola del mese: Orpimento

    La molecola del mese: Orpimento

     

    Un pigmento d’oro: l’orpimento!

    L’orpimento è un minerale da cui si ottiene l’omonimo pigmento dorato, bello quanto… tossico! ☠️

    Un tempo usato dagli antichi per dipinti preziosi e, in combinazione con la calce, persino per la depilazione (sì, hai letto bene!), deve il suo nome al latino aurum (oro) e pigmentum. Nel Medioevo gli alchimisti credevano contenesse oro… Peccato fosse in realtà solfuro d’arsenico!

    Oggi è stato completamente abbandonato per ovvie ragioni, sostituito da alternative sicure che permettono di ottenere lo stesso effetto dorato. Curiosità: l’orpimento veniva persino mischiato con nitrato di potassio per creare fuochi d’artificio!

  • La molecola del mese: Porpora

    La molecola del mese: Porpora

     

    Il colore del potere: la porpora!

    Sapevi che un tempo il pigmento animale conosciuto con il nome di porpora era un colore riservato ai re e agli imperatori? Estratta da molluschi marini, la sua produzione era lunga e costosa: servivano migliaia di esemplari per tingere un solo indumento!

    Scoperta dai Fenici, la porpora poteva variare dal rosso intenso al viola ed era ottenuta da una secrezione dei gasteropodi della famiglia Muricidae. Inizialmente si presentava incolore e si trasformava in un rosso-viola acceso grazie a una reazione chimica con la luce e l’aria. Secondo la leggenda, il fondatore della città fenicia di Tiro, Melqart, la scoprì quando il suo cane si ritrovò il muso tinto di rosso dopo aver morso un mollusco.

    A causa della sua rarità e del costo elevato, la porpora divenne simbolo di potere e autorità. Era infatti riservata a imperatori, re e alti dignitari nelle antiche civiltà mediterranee. Un esempio? Indossare senza autorizzazione abiti tinti con la porpora nell’antica Roma poteva portare a severe punizioni, inclusa la pena di morte!

  • La molecola del mese: Violetto manganese

    La molecola del mese: Violetto manganese

     

    Un viola dal cuore minerale!

    Sapevi che il violetto di manganese è stato scoperto nel 1868 dal chimico tedesco Anton Leykauf? Questo pigmento inorganico nasce dalla combinazione di due composti dal nome complesso: il pirofosfato manganoso ammonico e il fosfato di manganese. Il risultato? Un composto dal caratteristico colore viola intenso.

    Il violetto manganese è una molecola molto resistente, viene infatti apprezzata per la sua stabilità alla luce e al calore fino a 250°C! Per questo, viene utilizzata in diverse forme d’arte, come la pittura a tempera, l’encausto e la pittura a olio. Tuttavia, il suo basso potere colorante ne ha limitata la diffusione nella pittura a olio. Lo puoi trovare però nei cosmetici, in particolare nei prodotti make-up, per via della sua elevata purezza e sicurezza d’uso.

    Conosci altri pigmenti? Noi del MU-CH siamo super forniti grazie a Fibracolor, che dal 1956 porta creatività e ispirazione nelle vite di grandi e piccoli. Tutti i colori di Fibracolor nascono vicino al MU-CH, negli stabilimenti di San Mauro e Settimo Torinese, territori d’eccellenza nel mondo del colore e della scrittura.

  • La molecola del mese: Ftalocianina di rame

    La molecola del mese: Ftalocianina di rame

     

    Un pigmento nato dal caso 🎨

    La serendipità è un termine che indica la capacità di fare scoperte inaspettate, spesso per caso… o persino per errore! Ci troviamo in un laboratorio scozzese di coloranti alla fine degli anni Venti quando un’impurità inattesa diede origine a un pigmento blu intenso. Nacque in questo modo la famiglia di pigmenti denominati “ftalocianine”, in grado di donare colorazioni che vanno dal blu al verde-giallo.

    Tra queste, la ftalocianina di rame, nota anche come “blu ftalo”, divenne famosa per il suo colore vibrante e per la straordinaria stabilità chimica. La sua brillantezza e resistenza al tempo lo hanno reso indispensabile per molti artisti. Uno dei più celebri è Yves Klein, che lo trasformò nella sua firma creativa. Creò infatti una serie di opere monocromatiche utilizzando una speciale variante del pigmento denominata “International Klein Blue (IKB)”.

    Hai mai notato quanto il blu nelle opere d’arte contemporanea sia intenso? Dietro c’è probabilmente il blu ftalo, una molecola che lega chimica e creatività. Soprannominato anche “superpigmento”, questo colore è un campione di durata: resiste alla luce, al tempo e persino a sostanze chimiche aggressive, rendendolo estremamente longevo.

    Questa molecola è utilizzata in una vasta gamma di pennarelli! Conosci altri pigmenti? Nei nostri laboratori troverai una ricca palette di colori firmata Fibracolor, che dal 1956 porta creatività e ispirazione nelle vite di grandi e piccoli.

    Tutti gli articoli Fibracolor nascono vicino a noi, negli stabilimenti di San Mauro e Settimo Torinese, territori d’eccellenza nel mondo del colore e della scrittura.

  • La molecola del mese: Cinnamaldeide

    La molecola del mese: Cinnamaldeide

     

    🎄La molecola del profumo di natale🎄

    La cinnamaldeide è la molecola chiave dell’aroma di cannella, quel profumo caldo e speziato che evoca subito il Natale. Torte, biscotti, vin brulé… esiste un profumo più tipico di questo?

    Ma la cinnamaldeide non è solo una delizia in cucina: grazie alle sue proprietà antimicrobiche, è anche usata come conservante naturale all’interno di cibi e prodotti per la cura della persona. Agisce infatti inibendo la biosintesi della parete cellulare e le funzioni enzimatiche di alcuni microrganismi, rendendola efficace contro batteri e funghi.

    La cannella ha una storia antichissima: usata dagli antichi Egizi per la pratica di imbalsamazione e citata nel mondo greco e latino, se ne parla anche nella Bibbia, nel libro dell’Esodo. Arrivò in Europa solo nel Medioevo tramite le carovane provenienti da oriente. Divenne poi sempre più diffusa dal 1600, quando gli olandesi definirono un traffico stabile con lo Sri Lanka.

    Proprio per la sua storia millenaria, conosciamo da tempi immemori le sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, successivamente confermate scientificamente. Addirittura, un recente studio dell’Università di Scienze Mediche di Isfahan, dimostra come la cannella possa ridurre la frequenza e la durata degli attacchi di emicrania!

    Quindi ricorda: se senti il profumo della cannella, è proprio questa molecola a renderlo possibile. Come? I recettori olfattivi riconoscono la cinnamaldeide e il nostro cervello “apre i cassetti” della magia del Natale! 👃

  • La molecola del mese: Adrenalina

    La molecola del mese: Adrenalina

     

    La risposta attacco o fuga!

    L’adrenalina, chiamata anche epinefrina, è un ormone prodotto principalmente dalle ghiandole surrenali, che si trovano sopra i reni. È il motore della nostra “risposta attacco o fuga”, una reazione automatica che permette di affrontare situazioni di stress o pericolo.

    Quando il cervello percepisce un pericolo, invia segnali alle ghiandole surrenali per rilasciare adrenalina nel flusso sanguigno. L’ormone arriva rapidamente a diversi organi e attiva una serie di risposte immediate, che potenziano temporaneamente le capacità fisiche e cognitive:

    🫀aumenta il battito cardiaco e il cuore pompa più sangue per portare ossigeno ai muscoli;
    🫁le vie respiratorie si dilatano, entra più ossigeno nei polmoni e migliora la respirazione;
    🔋la digestione viene inibita e il corpo risparmia energia;
    🏃il glucosio viene rilasciato nel sangue, fornendo un’energia immediata ai muscoli.

    L’adrenalina ha una durata breve nel sangue: dopo pochi minuti, gli enzimi del corpo la degradano. Questo effetto lampo evita stress prolungati e consente al corpo di tornare in equilibrio. Esiste però un ormone chiamato noradrenalina in grado di svolgere funzioni simili ma con effetti più duraturi. Se l’adrenalina è la scintilla iniziale della risposta, la noradrenalina aiuta a mantenere l’energia e l’attenzione nel tempo.

    Hai mai cercato l’“adrenaline rush”?
    Ci sono attività come gli sport estremi (paracadutismo o il bungee jumping) o le montagne russe, che attivano il rilascio di adrenalina. Molte persone trovano queste esperienze stimolanti, poiché l’adrenalina è in grado di produrre una sensazione di eccitazione euforica, una sorta di “sbornia” di energia e motivazione che viene definita “adrenaline rush”!