
Profondo come il mare e prezioso come l’oro! 🌊
Usato fin dal Medioevo, il blu oltremare si ricavava dal lapislazzuli, una pietra semipreziosa estratta dalle cave del Badakhshan, in Afghanistan. Il suo costo elevatissimo lo rese un pigmento raro e prezioso, spesso riservato a dettagli sacri… ma non solo.
La sua struttura chimica complessa conferisce al pigmento un’elevata intensità cromatica, una grande stabilità alla luce e alle alte temperature. Insomma, è un colore che dura… come i ricordi delle vacanze al mare!
Un esempio? Il blu del turbante nel celebre dipinto La ragazza con l’orecchino di perla di Johannes Vermeer!
Proprio per il suo costo proibitivo, nacque presto l’esigenza di sintetizzarlo. Dopo vari tentativi con pigmenti come il blu di Prussia e il blu cobalto, nel 1828 il chimico Jean-Baptiste Guimet ottenne un oltremare sintetico, stabile ed economico.
Una scoperta recente dell’Università di Bari suggerisce che la sintesi risalga a cinquant’anni prima: a opera del Principe di Sansevero, Raimondo di Sangro, appassionato di chimica e alchimia!
🔎Fonte


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