Una comunicazione brillante
Con l’arrivo dell’estate, le campagne e i parchi tornano a brillare per la stagione degli amori delle lucciole, uno degli spettacoli naturali più suggestivi della natura.
Sapevi che la loro luce nasce da una reazione chimica tra due molecole?
In particolare dalle luciferine, molecole organiche in grado di produrre luce. Il loro nome viene dal latino lucifer, “portatore di luce”. Sono alla base della bioluminescenza, la capacità di alcuni organismi viventi di trasformare l’energia chimica in energia luminosa.
Bioluminescenza
Grazie alla bioluminescenza, le lucciole trasformano l’ossigeno in luce attraverso la reazione tra luciferina e luciferasi. Un fenomeno chimico unico che permette a oltre 2.000 specie nel mondo di illuminare le nostre notti.
Il fenomeno avviene in tre tappe. La luciferina viene attivata dall’enzima luciferasi e forma un complesso instabile. Questo viene poi ossidato dall’ossigeno e si trasforma in ossiluciferina ad alta energia che, tornando a uno stato energetico più stabile, emette l’energia in eccesso sotto forma di luce.
La reazione che produce la bioluminescenza delle lucciole è molto efficiente in quanto quasi tutta l’energia si trasforma in luce e pochissima in calore! Per questo è molto studiata in diversi ambiti, che includono la ricerca biomedica e l’energia sostenibile.
Anche il colore della bioluminescenza conta! Dipende dal tipo di luciferine e luciferasi e dall’ambiente in cui avviene la reazione. La luce può essere blu, verde-gialla (come nelle lucciole) o più raramente arancione e rossa.
Luci per corteggiarsi
Grazie a questi segnali luminosi, le lucciole si trovano e si corteggiano: mentre i maschi volano emettendo segnali intermittenti, le femmine rispondono dalla vegetazione con una luce fissa per guidarli. Un dialogo luminoso, unico per ogni specie, che è possibile osservare nelle serate estive, da giugno ad agosto.
Non solo amore: la luce come difesa
Fin da piccole, le lucciole usano il loro bagliore per proteggersi! la luce segnala ai predatori un sapore sgradevole, funzionando come un vero e proprio “cartello di avvertimento” luminoso per garantire la loro sopravvivenza.
L’inquinamento luminoso impedisce alle lucciole di comunicare e minaccia il loro futuro. Proteggere le aree buie e limitare i prodotti chimici è un passo vitale per ridare spazio a questo spettacolo di luci, visibile anche nelle zone abitate.



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