
Mille sfumature di vino!
Ti sei mai chiesto da cosa derivi il colore del vino rosso? La risposta è semplice: da una categoria di molecole chiamate antociani (o antocianine)! Questi pigmenti possono essere molto diversi e per questo se ne contano a centinaia, tutti accomunati dalla stessa struttura di base, il catione flavilio. È proprio questo a donare le intense colorazioni rosso-violacee a vegetali come melanzane, fragole, frutti di bosco, uva, cavolo rosso e molti altri.
Il colore che apportano dipende dal tipo di antocianine. Le principali sono sei, tre delle quali sono comunemente rintracciabili: la pelargonidina produce i colori arancio, rosa o rosso; la cianidina produce i colori rosso o malva e la delfinidina produce i colori porpora, blu o blu scuro. Le altre (peonidina, petunidina e malvidina) sono invece riscontrabili solo su alcune piante.
La loro colorazione varia anche in base al pH dell’ambiente in cui si trovano. La stessa molecola, in soluzioni acide tende ad apparire rossa o porpora, mentre in condizioni più alcaline può assumere tonalità blu o verdi. Questa variazione avviene perché la struttura chimica degli antociani cambia in base all’acidità o basicità del mezzo, influenzando così l’assorbimento della luce. Questa caratteristica non solo contribuisce alla bellezza dei frutti e dei fiori, ma ha anche un ruolo importante nella segnalazione per gli impollinatori e nella protezione delle piante dai raggi UV.
Ma… è merito degli antociani se ci viene consigliato di bere un bicchiere di vino al giorno?
Diversi studi scientifici hanno dimostrato come questa classe di molecole abbia ruoli importanti in diverse vie biochimiche. Sono, ad esempio, potenti ossidanti in grado di neutralizzare i radicali liberi prodotti dal nostro metabolismo. Inoltre, una dieta ricca di questi pigmenti potrebbe ridurre il rischio di malattie cardiovascolari!


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