
Un’antenna per la luce!
La clorofilla è una molecola famosa. Rende le piante verdi e serve per la fotosintesi, che, non a caso, viene detta clorofilliana. Questo è il processo attraverso cui le piante (e altri organismi):
1️⃣ catturano la luce con “molecole-antenna” come la clorofilla
2️⃣ usano questa energia per convertire anidride carbonica e acqua in glucosio, che alimenta il loro metabolismo
3️⃣ producono ossigeno come sottoprodotto (che noi apprezziamo molto!)
La clorofilla, di tipo A o B, non è l’unico pigmento in grado di assorbire la luce solare e convertirla in energia chimica. Ci sono anche i carotenoidi, che danno i colori gialli e arancioni, e gli antociani, responsabili dei colori rosso-violetti. Questi pigmenti sono sempre presenti nelle foglie, ma in alcuni casi diventano visibili solo in autunno, quando la luce solare è meno intensa e la clorofilla viene degradata.
La clorofilla propriamente detta non si trova solo nelle piante e nelle alghe, ma anche in organismi procarioti come i cianobatteri. In altri batteri si trovano invece le batterioclorofille, pigmenti in grado di dare avvio ad una fotosintesi particolare, detta anossigenica, che non produce ossigeno!
La clorofilla si trova in particolari organelli della cellula, i cloroplasti, evoluti attraverso un processo chiamato “endosimbiosi”. Si ritiene che antichi batteri siano stati inglobati da una cellula ancestrale che, per una qualche ragione, ha deciso di non mangiarli, ma anzi di instaurare con loro una relazione simbiotica. Questi batteri nel tempo sono diventati gli attuali cloroplasti, che mantengono ancora parte del loro DNA (circolare)!


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